vaniglia

credevo di essermi persa nella nebbia che segue timida l’alba.
sentivo il calore venir su dalla terra coperta di foglie.

ho visto lei
calma
con le mani al cielo.

il suo volto disteso in un estasi profonda.

consapevole della mia presenza.
con occhi di fuoco mi ha chiamata a se.

non riesco più a lasciare la sua casa.

sono ospite e ostaggio.
nessuno mi trattiene.
ma non voglio andare via.

con lei il riposo è pace.

beviamo insieme vino di petali scarlatti.
balliamo in cerchio nude da ciò che ci trattiene.
con lei ogni mio pensiero è libero non ho catene
solo curiosità infinita
eccitazione.

tutto è nuovo e maestosamente saggio

guardo il nostro bosco con gli occhi di un bambino
con la voglia forte di sapere il perché di ogni cosa
senza alcuna necessità di conoscere.

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