Mercoledì 19 Agosto 2009 13:41

[incute in me..]
[dissimile]
[forse..forse....]

c’è un luogo cobalto appena sotto l’Orizzonte
un regno di Silfidi dalla pelle iridiscente
tra colossi atlantidi ormai ridotti in ruderi
nuotano le Remore tra anemoni timidi
malizia nel celarsi tra i resti dell’antico Tempio
ondeggiando lenta fluttua lungo il peristilio
forse che a guardarla bene lascia in mente il dubbio
che il suo corpo non distingua l’Essere e l’Incanto

Mercoledì 19 Agosto 2009 11:08

imperativo..  leggere attraverso le lacrime

c’è un momento per ogni cosa

un momento per amare e lasciarsi andare

un momento per gustare il sapore grave del dolore

un momento per fermarsi e leggere tra le righe

un momento per nutrirsi e fare il pieno di colore

un momento per odiare     ..ma fai che sia il più breve

Lunedì 17 Agosto 2009 14:59

.

.

.

assaggi i miei deliri d’inutilità
e la tua onirica presenza
scalfisce la pelle con unghie di luna
bagliore lucente riflesso nel vuoto
io, specchio che mente
..ma senti il respiro di chi si compiace dell’essermi dentro
dell’essermi parte..?
..e intanto?

Lunedì 17 Agosto 2009 12:17

“Caos#1″
Acrilico su tavola
misure assemblato: larghezza 121 cm, altezza 108.5 cm
misure diviso:

“Genesi”:    larghezza 60 cm, altezza 70 cm
“Profezia”:  larghezza 60 cm, altezza 108.5 cm
“Disastro”: larghezza 60 cm, altezza 37.5 cm

Studio:
l’idea iniziale si basava sul cerchio, un cerchio di luce delimitato da fronde, radici, rami intrecciati al corpo di una donna, man mano che ho lavorato ai bozzetti l’idea si è concretizzata e come spesso accade, si è sintetizzata.. ho giocato non tanto con i segni, ma con il colore, con le sfumature e le pennellate (poche), ed ho pulito le forme fino a renderle scarne, eteree, ma gravi.
Il Trittico si legge in senso orario a partire dal pannello in basso a destra.
Questa tavola intitolata “Genesi” rappresenta la nascita, un genere di nascita che non ha nulla a che fare con la maternità per come la conosciamo. l’immagine è quella di una radice vegetale, tra le sue intersezioni sono incubati dei feti, è la nascita del Male, cullato dalla stessa linfa che nutre la natura.
Il secondo pannello è il più grande dei tre, il titolo è:”Profezia”. Su questa tavola continua il tema vegetale, e tra le macchie di colore che formano il corpo delle piante si intravedono volti mostruosi, Demoni dalle fauci spalancate, che urlano il loro silenzio di morte. In alto, un volto più definito, in realtà solo una testa, gocciolante linfa. E’ la Madre, che appare come una visione per avvertire dell’imminente devastazione.
Il terzo pannello infatti si intitola “Disastro”; l’ho lasciato volutamente scarno, perchè deve rappresentare il Nulla, da cui può rinascere tutto.
Nell’intersezione dei tre pannelli, si forma un grosso cerchio luminoso, li possiamo vedere un sole vuoto, nell’aria ancora i lampi di una recente apocalisse, e sullo sfondo, i resti di una città distrutta che si specchia nell’acqua.

La scelta dei colori:
ne ho usati solo tre, mescolandoli il meno possibile.
il Verde: è il colore con cui più facilmente identifichiamo la natura, l’ho usato per delineare le forme vegetali, la Madre e le ombre.
il Giallo: nel quadro rappresenta la luce, ma anche l’infezione.
il Bianco: l’ho usato solo per definire l’assenza del sole e la città distrutta

Domenica 16 Agosto 2009 13:45

Trasformare i pensieri in azioni concrete, e riuscire a frenare azioni, trattenerle in pensieri.

Mi manca quel senso di assoluto, come durante un live.. quando il suono si propaga con la forza di un temporale e l’aria diventa satura di elettricità e di intenzione..
non sono i Demoni a mancarmi, è quel feeling, sono le sensazioni.

Odio sentirmi frenata da un senso di inadeguatezza che non mi appartiene.

..perchè questi pensieri continuano a tagliarmi in due, come se la ferita fosse costantemente aperta.
vorrei averti qui e picchiarti, riempirti di pugni fino a sentirmi sfinita.. tu che credi di essere il mio Maestro..
mi hai insegnato solo che potevi essere peggio di ciò che mi mostravi.

Qualsiasi cosa dico ferisco.
Ho una lingua a doppio taglio e nel modulare frasi senza senso riesco comunque a colpire nel segno.

Sanguino.

Sabato 15 Agosto 2009 21:40

: )

bella caldo/gelida giornata di montagna,
piacevomente passata ad altezza di nuvole,
con persone a cui voglio veramente tanto bene.

Sono contenta, devastata e stanchissima..
ma è stata proprio una bella giornata

baci cari

Sabato 15 Agosto 2009 1:50

..voglio l’autunno…. ora!

ora.. subito.. qui
con colori amici, foglie croccanti, sciarpona in lana che mi protegge dal vento freddo del Nord..

voglio tornare alla vita.

Venerdì 07 Agosto 2009 12:13

.

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vorrei essere lì quel giorno d’estate
a cercarti tra la folla in delirio
con le note basse a sconvolgere il mio equilibrio ritmico
la sua voce a impormi di godere del silenzio

troverei i tuoi occhi e ti regalerei un sorriso.

tu saresti libero di maledire l’istante in cui mi hai conosciuta

ed io sparirei

ma vorrei passare quella notte con te
camminare senza meta alla luce della luna
e sentire quello che hai da raccontare

.

.

Venerdì 07 Agosto 2009 11:45

..copio e incollo da NoiseCollective.net

TORINO SYNTH CLINIC v2
12-13 Settembre 09

Docente del corso PIER CALDERAN

La musica, il suono, l’audio… sono parole tra loro collegate ma ne sappiamo davvero abbastanza?
Da dove viene il suono? Perché gli strumenti hanno suoni diversi e cosa c’entra l’elettronica con tutto questo?
Partendo da semplici nozioni di base, grazie alla didattica di Pier Calderan, affronteremo in due giorni di workshop il mondo della sintesi. Dai vecchi dinosauri di legno e circuiti ai moderni software che ci permettono di realizzare ogni tipo di suono. Vedremo nel dettaglio il potentissimo software della Native Instruments REAKTOR, e faremo una breve incursione nel mondo dell’elettronica analogica per costruire il nostro personale generatore sonoro.

COSTO ISCRIZIONE: 25 EURO

Martedì 04 Agosto 2009 23:34

ms.john soda
notes and the like
morr music


01
. immagina un campo da golf, sconfinato.
ti senti piccolo come una formica e l’erba si piega al volere del vento. il cielo è grigio, carico di pioggia, ma il sole c’è e scalda la pelle.

02. sembra un giorno di festa. un matrimonio sul prato, sorrisi di benvenuto, abiti leggeri e svolazzanti, belle pettinature scardinate dal vento. padiglione con banchetto elegantemente saccheggiato. chi beve. chi balla. chi si annoia.

03. sul palchetto musicisti in bianco, donna in nero al microfono. composta. muove appena una gamba per tenere il tempo e ogni tanto sposta i capelli che ricadono davanti agli occhi. flash tra i tavoli, foto di gruppo.. c’è sempre qualcuno che fa una smorfia.

04. è il momento del lento. fino a ieri tutto doveva finire. avvocati, divisioni. assolute decisioni. ma ora balliamo. per mascherare. se guardo nei tuoi occhi vedo tutto il rancore. o forse è mio il rancore che si specchia? ci siamo mai voluti almeno un briciolo di bene? non abbiamo voluto figli. nessuno che possa testimoniare il nostro amore. nessuna foto per farmi commuovere. per farmi pensare a rinunciare.

05. il ritmo sale. bambini, sempre tanti alle feste, piccoli damerini, piccole principesse. giocano a nascondino tra i tavoli e gli alberi. ti insegue, ti prende e vuole dirti qualcosa, ma non ricorda. non è importante.. c’è sempre una mamma che si preoccupa, che non ti lascia correre, sudare. e puoi scappare, disobbedire. o puoi fermarti rossa in faccia, il vestito spiegazzato e sporco d’erba.. ti siedi e conti i fiorellini della gonna, vicino alla cugina che si dà l’aria da grande e a nascondino non ci gioca.

06. i testimoni hanno un destino comune, se tutto va bene non si sono mai visti prima e 5 volte su 6 si innamorano il giorno della celebrazione. lei è agitata, tende a mangiarsi le unghie, è a dieta da tre settimane per entrare in questo tubino color pervinca, ma è bella, come solo le ragazze intorno ai trenta sanno essere. crede ai colpi di fulmine e si guarda intorno per cercare qualcuno di mai visto prima, uno sguardo che sappia di nuovo.

07. lui esce da una storia andata male. vorrebbe essere altrove. spesso chiude gli occhi e si lascia accarezzare dal vento, spesso si allontana dal party e va verso la costa dove il vento è più forte e impone il silenzio.. ma c’è sempre un amico ubriaco dello sposo che lo recupera e lo riporta in pista. mani nelle tasche, cravatta allentata. vorrebbe tornare indietro di qualche mese, forse modificando un paio di comportamenti, cancellando qualche parola di troppo allora oggi sarebbe lì a portare all’altare la sua bella. vorrebbe tornare indietro di qualche anno e incominciare senza di lei. senza di lei.

08. poi la vede. è seduta su un masso al limitare del bosco. gli occhi chiusi, la testa inclinata ad ascoltare il vento. è bella, più delle altre ragazze intorno ai trenta. c’è qualcosa nella sua figura, ora che è lontana dalla mischia, ora che non sembra più così nervosa come quando era vicino all’altare. è semplice, ha in se la bellezza di una citazione, forse shakespeare, forse blake. la guarda e non la disturba. fa tesoro di questa visione e sta gia meglio, forse più tardi la inviterà a ballare. forse ora che ha riaperto gli occhi e lo ha visto. si.

09. balli con me? è quasi grave questo momento, è difficile lasciarsi andare, abbandonare tutti questi pensieri rivolti al passato, aprire braccia e mente e cuore all’idea del nuovo. mille voci nella testa. mille pro e contro. voglio solo godere del tuo tocco e di questo vento. zittire le voci.. parlami tu, regalami un suono alieno, un timbro da capire, imparare a conoscere. adorare.

grazie Frà