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il ribes che ho regalato a mamma sembra dare frutti ![]()
abitudini da perdere
studiare antropologia la sera.
rimango rintronata da tutti sti nomi.. Frazer, Malinowski, Evans-Pritchard, Firth, Marett e mille altri..
stanotte ho sognato Malinowski, ero una studentessa di Yale negli anni trenta e seguivo le sue lezioni, e in aula c’era anche la sua futura moglie, la pittrice Valetta Swann, c’era qualcosa di malato nel suo sguardo, come una proiezione di catastrofi, quasi profetica, vedevo i suoi disegni orribili.. dipingeva sui banchi e i suoi soggetti sembravano tutti spettri cannibali.. mi ha lasciato un senso d’angoscia tutta la mattina
assolutamente perdere questa abitudine
il fatto è che di giorno non mi viene proprio voglia…
ombra di me stessa
vino rosso scarlatto
morte liquida in calice
bolla di resina a sabbia
è forse un crimine raggiungere quel quadro di mondo
brughiera nero fieno dove punge dolce la vertigine
perla a perla sulle mie ciglia a scendere sulle gote
a cercare labbra
ardere e velare con polvere di sale
ora che comprendi la gravità di quel che sei..
Percorsi di foglie viola come tribali lungo le pareti
..nel sogno rimani lontana..
un progetto ambizioso il mio..
programmare viaggi astrali.
Di tutto il mio passato ricordo suoni e colori
potrei sbagliare un nome, un compleanno.
Forse sbagliare un giorno.
Di tutto il mio passato ho in testa dialoghi e silenzi.
Immagini scattate dai miei sensi.
..torno ora da lavoro e attraverso i paesini lungo la provinciale che mi riporta a casa.
una piccola apocalisse ha scosso il profilo del paesaggio.. deve aver tempestato benbene data la quantità di grandine ai lati della strada.. così sottile da sembrare neve.. neve con questi 30 gradi.
il rio che scorre a lato nel fosso ha inondato tutta la zona e gli alberi appoggiano a terra le fronde cariche d’acqua.
e i campi di grano sono nascosti da una nebbia bianca e densa che si sta alzando ora mentre si fa buio..
e non riesco a togliermi dalla testa questa canzone..