Lunedì 17 Agosto 2009 12:17

“Caos#1″
Acrilico su tavola
misure assemblato: larghezza 121 cm, altezza 108.5 cm
misure diviso:

“Genesi”:    larghezza 60 cm, altezza 70 cm
“Profezia”:  larghezza 60 cm, altezza 108.5 cm
“Disastro”: larghezza 60 cm, altezza 37.5 cm

Studio:
l’idea iniziale si basava sul cerchio, un cerchio di luce delimitato da fronde, radici, rami intrecciati al corpo di una donna, man mano che ho lavorato ai bozzetti l’idea si è concretizzata e come spesso accade, si è sintetizzata.. ho giocato non tanto con i segni, ma con il colore, con le sfumature e le pennellate (poche), ed ho pulito le forme fino a renderle scarne, eteree, ma gravi.
Il Trittico si legge in senso orario a partire dal pannello in basso a destra.
Questa tavola intitolata “Genesi” rappresenta la nascita, un genere di nascita che non ha nulla a che fare con la maternità per come la conosciamo. l’immagine è quella di una radice vegetale, tra le sue intersezioni sono incubati dei feti, è la nascita del Male, cullato dalla stessa linfa che nutre la natura.
Il secondo pannello è il più grande dei tre, il titolo è:”Profezia”. Su questa tavola continua il tema vegetale, e tra le macchie di colore che formano il corpo delle piante si intravedono volti mostruosi, Demoni dalle fauci spalancate, che urlano il loro silenzio di morte. In alto, un volto più definito, in realtà solo una testa, gocciolante linfa. E’ la Madre, che appare come una visione per avvertire dell’imminente devastazione.
Il terzo pannello infatti si intitola “Disastro”; l’ho lasciato volutamente scarno, perchè deve rappresentare il Nulla, da cui può rinascere tutto.
Nell’intersezione dei tre pannelli, si forma un grosso cerchio luminoso, li possiamo vedere un sole vuoto, nell’aria ancora i lampi di una recente apocalisse, e sullo sfondo, i resti di una città distrutta che si specchia nell’acqua.

La scelta dei colori:
ne ho usati solo tre, mescolandoli il meno possibile.
il Verde: è il colore con cui più facilmente identifichiamo la natura, l’ho usato per delineare le forme vegetali, la Madre e le ombre.
il Giallo: nel quadro rappresenta la luce, ma anche l’infezione.
il Bianco: l’ho usato solo per definire l’assenza del sole e la città distrutta

Venerdì 07 Agosto 2009 11:45

..copio e incollo da NoiseCollective.net

TORINO SYNTH CLINIC v2
12-13 Settembre 09

Docente del corso PIER CALDERAN

La musica, il suono, l’audio… sono parole tra loro collegate ma ne sappiamo davvero abbastanza?
Da dove viene il suono? Perché gli strumenti hanno suoni diversi e cosa c’entra l’elettronica con tutto questo?
Partendo da semplici nozioni di base, grazie alla didattica di Pier Calderan, affronteremo in due giorni di workshop il mondo della sintesi. Dai vecchi dinosauri di legno e circuiti ai moderni software che ci permettono di realizzare ogni tipo di suono. Vedremo nel dettaglio il potentissimo software della Native Instruments REAKTOR, e faremo una breve incursione nel mondo dell’elettronica analogica per costruire il nostro personale generatore sonoro.

COSTO ISCRIZIONE: 25 EURO

Mercoledì 13 Maggio 2009 15:49

profumo di rose
pizzi
merletti
perline
come tornare bambina e giocare a mettersi i vestiti della mamma
e inciampare in quelle scarpe così belle e così alte

 

Mercoledì 13 Maggio 2009 15:41

ultime piccole creazioni disordinate sul tema del ‘mad tea party‘ :

 

 

 

 

 

Domenica 30 Novembre 2008 15:23

 

nero assoluto, crisalidi materiche
buio e specchi
incorniciati di barocco fluorescente.

Ingenuità legata e imbavagliata
ingenuità violata e denunciata.

niente di comparabile a ciò che ho già trattato
come se blob, il fluido maledetto avesse ricoperto i giochi dell’infanzia
a punire la malizia generata dalle barbie [?]

Domenica 03 Agosto 2008 10:26

e si, causa problemi alla schiena sono a casa e altro non posso fare che disegnare e ritagliare come quando andavo alle elementari :)
fodero scatole con la mamma, faccio collage con le idee per le prossime stagioni e stà prendendo forma un esercito di gufetti che presto dallo stato bidimensionale diventeranno 3D in versione pupazzetto.

Questa notte non riuscivo a prendere sonno e ne ho approfittato per
scrivere una lettera, a mano, cosa che non facevo da molto tempo,
segnarmi appunti sul mio guardaroba autunno inverno [..necessito di cambiamenti abbastanza radicali!]
mettermi lo smalto {per inciso rosa malva con tendenze shocking}
ed ideare una nuova linea di gioielli handmade.

direi una notte produttiva!

partiamo dal guardaroba?
{voglio l’autunno lo voglio lo vogliooo.. quanto manca??!}

gonne, longuette, leggermente scampanate da portare sopra al ginocchio con calze parigine, camicette ultraleggere, chiare e trasparenti, gilerini e microgolf in lana, tante sciarpe, lunghissime e sottili, baschi e cappellini in lana spessa e, nota importante, scarpe [devo imparare a camminare sui tacchi].

La spesa è ottimizzabile, le gonne posso farle e così anche golf, gilèt e accessori in lana, dovrò comprare camicie e scarpe, ne voglio un paio rosse, non so se in vernice o in vellutino, ma rosse.
Il mio cappotto nero ha il taglio giusto per questo stile mi basterà valorizzarlo con spille e fiori in feltro, meglio ancora con i miei futuri gufetti ;) e mi sembrano adeguati anche i cappottoni in lana morbida con cappuccio che ci aveva fatto mamma qualche anno fa.
Voglio collane lunghe e leggere, come quella che porta Eda con la lametta, magari alternate da perle a piccoli grappoli e foglie di edera in feltro.
Sarà divertente riprendere in mano l’uncinetto.. L’avevo appeso al chiodo dopo che nel 2002 durante un concerto al Why not?, il primo, mi hanno rubato il poncho rosa con lel frangie che tanto amavo e che mi ero fatta con tanta fatica..
Lo portavo come una kefia e mi manca parecchio..
Magari me lo rifaccio, stavolta in verde acido ;)

niente rosa per me questo inverno, voglio rosso, bordeaux, grigio scuro e screziato, verde intenso, nero e viola polverosi..