“Caos#1″
Acrilico su tavola
misure assemblato: larghezza 121 cm, altezza 108.5 cm
misure diviso:
“Genesi”: larghezza 60 cm, altezza 70 cm
“Profezia”: larghezza 60 cm, altezza 108.5 cm
“Disastro”: larghezza 60 cm, altezza 37.5 cm

Studio:
l’idea iniziale si basava sul cerchio, un cerchio di luce delimitato da fronde, radici, rami intrecciati al corpo di una donna, man mano che ho lavorato ai bozzetti l’idea si è concretizzata e come spesso accade, si è sintetizzata.. ho giocato non tanto con i segni, ma con il colore, con le sfumature e le pennellate (poche), ed ho pulito le forme fino a renderle scarne, eteree, ma gravi.
Il Trittico si legge in senso orario a partire dal pannello in basso a destra.
Questa tavola intitolata “Genesi” rappresenta la nascita, un genere di nascita che non ha nulla a che fare con la maternità per come la conosciamo. l’immagine è quella di una radice vegetale, tra le sue intersezioni sono incubati dei feti, è la nascita del Male, cullato dalla stessa linfa che nutre la natura.
Il secondo pannello è il più grande dei tre, il titolo è:”Profezia”. Su questa tavola continua il tema vegetale, e tra le macchie di colore che formano il corpo delle piante si intravedono volti mostruosi, Demoni dalle fauci spalancate, che urlano il loro silenzio di morte. In alto, un volto più definito, in realtà solo una testa, gocciolante linfa. E’ la Madre, che appare come una visione per avvertire dell’imminente devastazione.
Il terzo pannello infatti si intitola “Disastro”; l’ho lasciato volutamente scarno, perchè deve rappresentare il Nulla, da cui può rinascere tutto.
Nell’intersezione dei tre pannelli, si forma un grosso cerchio luminoso, li possiamo vedere un sole vuoto, nell’aria ancora i lampi di una recente apocalisse, e sullo sfondo, i resti di una città distrutta che si specchia nell’acqua.
La scelta dei colori:
ne ho usati solo tre, mescolandoli il meno possibile.
il Verde: è il colore con cui più facilmente identifichiamo la natura, l’ho usato per delineare le forme vegetali, la Madre e le ombre.
il Giallo: nel quadro rappresenta la luce, ma anche l’infezione.
il Bianco: l’ho usato solo per definire l’assenza del sole e la città distrutta