Naufrago in questi pensieri intrisi di una totale apatia, come se questo mio corpo, questa carne, questo scheletro, altro non fossero che una gabbia,
peggio.. un bunker
scatola di cemento sepolta in profondità
cella in cui soffoco e mi agito
la mia mente così inquieta, così attiva, pretendente, propositiva e questo freno,
zavorra di piombo
che mi impedisce di tramutare il mio pensiero in realtà.
Il mio obiettivo cambia troppo velocemente senza mai essere raggiunto
e non trovo soddisfazione in nulla, se non nel trovarmi un nuovo obiettivo da deludere
e di nulla sono padrona
meno che mai di me stessa, e la mia etica, già sottile, è in pericolo.
non ho più punti saldi, necessito altri, troppi, mesi per trovarli e farli miei..
per imparare a non abbandonarli a non annullarmi al pensiero del futuro
a farlo mio.
senza concedergli troppo di me.



