n u o v a m e
..è giunta l’ora, è appena scattata
nella mia testa
nel mio universo
nella mia vita
..è arrivato il momento di operare quel cambiamento che rimandavo da tempo.
Io sono pronta.. voi?
..è giunta l’ora, è appena scattata
nella mia testa
nel mio universo
nella mia vita
..è arrivato il momento di operare quel cambiamento che rimandavo da tempo.
Io sono pronta.. voi?
Onestamente.. non lo so cos’è che ho. Sono in guerra con il mondo e con gli affetti più vicini. Mi sento come se la natura stessa mi avesse tradito lasciandomi intendere che fosse il tempo opportuno per operare un cambiamento.. e invece è tutto piatto e ancora non sembra autunno.. e ancora non vedo ombre, spettri, e fuochi che segnino il percorso.. come essere catapultata nel bel mezzo del nulla senza il profilo di un monte, senza un orizzonte, senza una luna di riferimento. Senza un albero su cui leggere il nord. E senza alberi sono perduta.
Vivo attraverso i miei avversari, e la mancanza di confronto al momento mi rende sospesa e annoiata..
..qualcuno che stimoli la mia cattiveria?? ..nessuno?
Mi chiedo quando passerò al prossimo stadio, quello della spettatrice, l’ultimo, il più difficile e definitivo, almeno per me, che un po’ amo un po’ detesto passare dall’essere attrice all’essere regista del mio caos.
E’ arrivato l’autunno e nemmeno l’ho percepito, alla fine non credo sia già qui, si nasconde e aspetta un momento migliore, forse la luna nuova, non so
..quello che so è che ne ho bisogno, neanche a dirlo.
voglio freddo pungente e foglie croccanti
respirare gelo espirare fumo
Non mi piace il perdono, non è un sentimento a cui sono incline, amo troppo ricordare, anche le cose dolorose, e per come sono fatta, e per quanto so di me stessa, non è un gran male.
So allo stesso tempo che esistono però persone che dai ricordi e dal rancore si fanno consumare come da un acido.. invece di lasciarsi erodere e levigare con leggerezza con quel delicato ronzio della propria spiacevole coscienza.
Se c’è un gioco che mi piace fare è quello di seppellire frammenti, frasi, immagini, volti ed eventi nei ricordi per poi un giorno inaspettatamente ritrovare..
Il rancore, come miele pungente mi mantiene idratata, la mia memoria attiva e ben allenata..
non mi svendo alle religioni che mi tolgono il mio sacrosanto diritto al rancore, non voglio dimenticarmi quello che ho passato, sono quella che sono per la somma dei miei errori e di tutto quello che ho ricevuto, nel bene e nel male.. e ho ricevuto molto, nel bene, e nel male.
Kyuss tra le labbra mentre litigo con l’autoradio che non mi rende il cd degli IdefI..
I need a desert sound | for this desert land | where I passing by
è strano attraversare la città vuota con le strade calde nonostante sia buio già da un po’
l’aria immobile che taglio con il mio passaggio mentre percorro la traiettoria inversa che ormai potrei fare a memoria e che sono portata ad odiare con una intensità feroce
ti ho chiesto mille volte di trafiggermi la pelle, anche solo per il gusto di vedere il sangue,
per capire che ha un senso tutto questo trascinarsi da un tassello all’altro
di questa farsa che chiami vita ma che è solo il trascinarsi da un tassello all’altro
e che vi fosse un rimedio sai comunque che non lo prenderei in considerazione..
e ora mi pento..
di quella scelta di coprire con nuovo colore un’immagine dipinta in passato
allora sembrava la migliore delle scelte
ora ho bisogno di quell’esatto riflesso e non so ritrovarlo in nessuno dei miei ricordi
e non ne ho preso nota in nessuno dei miei fogli
ho provato ad estrarli dalla mia borsa
tutti
più volte
non c’è alcun accenno di colore | sapore | parola che mi renda l’assonanza che cerco
che riporti la mia mente a quel dannato momento
nessun percorso riconducibile alla creazione
potrei tentarlo a ritroso avessi un numero civico
una piega nella carta del tempo
un nome
una macchia
inchiostro che si estende e investe la stoffa
conquista spazio intorno a se
rapido nella sua liquidità
buio sinistro e severo
me.
..non riuscire a determinare che cos’è questo pensiero, questo fluido gelificato che corre su e giù per il mio esofago, che tiene nell’arco del mio palato parole che non oso pronunciare e rischia di ferirmi dentro molto più a fondo di quanto posso immaginare di sapere.
Sono i desideri inconsci quelli che per primi si fanno spazio allo scattare di una stella cadente ma che ricaccio lontano in fondo alla fila e cerco di dimenticare e di non pensare.. non pensare al gatto nero… dimmi a cosa stai pensando.. ?
adagiati su dune di yogurt o.. annegati nella vodka?
[la seconda foto è di eda]